i Viaggi di Clach

15 anni di vita nomade in 102 nazioni. La guida spirituale dei travel blogger marziani

4 – Fino a Capo Nord

Capo Nord, il sole a mezzanotte


Nell’agosto 1992 ho fatto un altro inter-rail, questa volta in compagnia di Andrea, un amico dell’Università. Il tragitto è stato piuttosto diverso dal primo: la maggior parte del nostro viaggio è stato nel Nord Europa, tanto da arrivare fino al punto estremo, Capo Nord.

Arrivammo ad Amsterdam un sabato sera e appena scesi dal treno consigliai ad Andrea di nasconderci i soldi nelle mutande, perchè anche se io la scampai, quandi venni in gita con la scuola a metà dei miei compagni di classe rubarono in pieno giorno. Andrea mi ascoltò guardandomi come un paranoico e io stesso pensai che forse era una preoccupazione esagerata..beh non lo era: in un’ora tentarono di rubarci tre volte!

Prima il negro con il classico trucco che gli ho fatto cadere la canna che stava rollando, poi il tossico italiano che prima voleva venderci ogni tipo di droga e poi semplicemente voleva il nostro denaro, e infine il gruppo di portoricani armati di coltellino. Ce la cavammo mostrando il portafogli vuoto e dicendo che dovevamo cambiare travel cheques (al tempo si usavano tanto).

Altri posti che ricordo furono le tre città tedesche di Berlino, Lubecca e Travemunde. Berlino era con Capo Nord uno dei must del mostro viaggio, perchè il muro era caduto da solo due anni. Effettivamente la camminata fino ad Alexander Platz fu uno dei momenti più emozionanti del viaggio. Di Lubecca ricordo la sua architettura gotico -spettrale, con le sue guglie alte, l’atmosfera da fin del mondo e una notte a cantare con ragazze italiane conosciute a Berlino. Travemunde era una località balneare affacciata sul gelido Mar del Nord, con vento fortissimo e la spiaggia invasa dalle coccinelle. Non so perchè ci finimmo, ma fu divertente.

Della Scandinavia quel che mi impressionò di più furono i prezzi assurdi per noi abituati alla lira svalutata, le giornate lunghissime e la gente gentilissima, sempre pronta a venire ad aiutare due turisti con la mappa in mano.

Purtroppo in questo viaggio iniziarono le frizioni con Andrea, col quale avevamo legato tantissimo nel primo anno di Università. Mentre io, memore anche del mio primo inter-rail, avevo voglia di parlare con tutti, lui era troppo chiuso e orgoglioso, non accettava mai l’aiuto di nessuno, e dava confidenza solo quando si sentiva chiaramente il leader. In quel viaggio capii quanto è vero il detto meglio soli che male accompagnati.

Mi piacque Copenaghen e ancora di più Goteborg, con le sue centinaia di isolette, l’ostello dove alloggiamo su una di queste isolette è forse il più bello dove sia mai stato. La Scandinavia d’estate è meravigliosa.

In Norvegia, una nazione che quando ero piccolo mi attraeva moltissimo, tanto che le dedicai una ricerca scolastica, i prezzi erano assurdi. Siccome il treno arrivava (e arriva tuttora) solo fino a Narvik, per arrivare a Capo Nord dovemmo comprare un biglietto di bus supplementare. Non avevamo abbastanza soldi e passammo i giorni in Norvegia a rubare nei supermercati o a dormire nel sottoscala di un albergo. Furono esperienze molto formative.

Nei paesini dove sostammo la notte sulla strada per Capo Nord c’era già luce per tutte le 24 ore. Data l’esperienza della prima notte (col freddo a dormire all’aperto), al ritorno non dormimmo per nulla. Anche perchè i giovani del paesino volevano godersi la luce perenne dell’estate e ci fecero compagnia. Non mi dimenticherò mai di quella notte: quando arrivò il mattino e l’ora di tornare sul bus mi sentivo carico e fresco come una rosa!

Capo Nord non è niente di speciale, anzi, ma così imparai un’altro di quei proverbi popolari che diamo per scontati, ma che contengono grandi verità: quando viaggi ciò che conta non è la meta, ma il cammino.

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  1. mariella

    mizzica,viaggetto tranquillo eh…..

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