i Viaggi di Clach

14 anni di vita nomade in 102 nazioni. La guida spirituale dei travel blogger marziani

Bialystok, Podlachia, quasi Bielorussia

Babka,Bialystok, Podlesia, quasi Bielorussia

Babka,Bialystok, Podlesia, quasi Bielorussia

Dopo un viaggio epico tra terre esotiche intonse al turismo, finisco a Bialystok, Podlachia, quasi Bielorussia. Sembra la classica giornata da “che ci faccio qui”, fino a quando mi imbatto in Babka, ristorante regionale. 

Quando un mesetto fa ho impulsivamente comprato il biglietto d’aereo per Vilnius, il piano era di andare in Bielorussia.

Senonchè, dopo aver verificato i voli dalla Lituania e tutte le opzioni di uscita da Misnk, ho scoperto che mi sarebbe costato pià di quel che ero disposto a spendere.

Ci pensai un giorno se limitarmi a buttare via i 20€ del volo Milano-Vilnius o inventarmi un viaggetto alternativo. E quando trovai un volo a meno di 30€ da Varsavia, il piano B diventò esecutivo.

Si, quattordici anni in giro per il mondo, 102 nazioni, guida spirituale dei travel blogger marziani, eccetera, e faccio ancora questi rookies mistakes.

E oggi, probabilmente, ne ho fatto un altro.

Rookies Mistakes

O così pensavo, quando dopo oltre 9 ore di viaggio, un treno, un bus, una marshutka, un confine attraversato a piedi sotto la pioggia, un provvidenziale passaggio strappato a un camionista ucraino e altre due ore della versione polacca dei chicken bus, arrivato finalmente alla stazione di Bialystok, mi si è spenta la batteria del cellulare a poco meno di un km dall’ostello che avevo prenotato.

Senza l’indirizzo del posto, senza una mappa, senza un cartello che indicasse un ufficio turismo. E soprattutto stanco, appena sveglio e di cattivo umore.. E’ stato il culmine della classica giornata del “che ci faccio qui”.

Passando posti dove non sanno cosa vuol dire un turista e la lingua inglese. Così esotici che non ci credi che siamo in Europa.

E davvero l’Europa è piena di posti così, basta saperli cercare.

In quel momento ero affamato al punto che appena sceso dal bus avevo cercato di comprare qualcosa da McDonalds. Proposito abbandonato immediatamente dopo aver visto la fila chilometrica alle casse.

Poi avevo ignorato un caffè con Wi-Fi che sembrava carino. Ma era vuoto non solo nei tavoli, ma soprattutto di cibo al bancone. E di prendere un caffè alle cinque e mezza del pomeriggio non mi sembrava il caso.

Adesso invece mi toccava trovarne un altro immediatamente, dove ricaricare il telefono. E nonostante mi trovassi in una strada centrale, della salvifica scritta Wi-Fi non vedevo traccia.

Ora, tutto sto ambaradan perchè non volevo fare 8 ore di bus diretto da Vilnius a Varsavia e spendere 18€. E così avevo terminato per spenderne più di 15€ per arrivare in oltre 8 ore a più di 200km da Varsavia.

Il confine Lituania Polonia

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Ma vuoi mettere l’avventura di fare una giornata senza sapere come e quando sarei arrivato? E poi dovevo entrare in Polonia facendo autostop. Perchè se c’è un popolo di autostoppisti è questo.

Peccato che nessuno sembrava volessi caricarmi. Macchine per lo più targate Lettonia, sguardi truci e diffidenti da comunismo di una volta.

Certo sarebbe stato meno stressante se avessi dedicato un paio d’ore per visitare Kaunas, come avevo programmato.

Se non fosse stato che l’ultima notte a Vilnius la mia couchsurfing host è tornata all’1 di notte, dopo essere stata via per un business trip e abbiamo chiacchierato fino alle 2. E che la notte io abbia dormito proprio male, con crampi allo stomaco e mi sono alzato un paio di volte prima di abbandonare definitivamente il letto alle sette e mezza.

Quindi, dopo che il treno più lento del mondo ci ha messo un’ora e quaranta per fare poco più di 100km, e visto che per arrivare al centro storico di Kaunas c’erano da percorrerne quasi cinque (figuriamoci se prendo un bus cittadino!) , ho optato per fare invece solo duecento metri per arrivare alla stazione dei bus e prendere il primo per Marjampole.

Sembrava andare tutto per il meglio: non ho aspettato più di dieci minuti sia il bus per Marjampole che la Marshutka per Kalvarija.

Il Calvario a Kalvarija

Ma era qui a Kalvarija, l’ultimo paese che Google map mi mostrava prima della frontiera tra Lituania e Polonia, che cominciava il mio calvario.

Mi è toccato qundi bere un caffè a Bialystok nel tardo pomeriggio, per trovare la strada per l’ostello.

Doccia e riposo fino alle sette di sera, quando mi sono incamminato per cercare qualcosa da mangiare veloce, prima di affrontare il vero riposo.

E mentre camminavo sul largo viale principale, fino ad arrivare alla Piazza Centrale, mi sono imbattutto in un viale elegante e bei locali pieni di gente.

All’improvviso pensato che Bialystok non è affatto il brutto posto che mi è sembrato appena arrivato. Anche e soprattutto perchè prima ero stanco e affamato. E adesso solo affamato.

C’erano tanti posti interessanti dove fermarmi, ma l’unico che mi ha fatto venire voglia di sedermi senza pensarci due volte, un ristorante di piatti regionali con l’atmosfera da Matrioska, proprio all’inizio della grande piazza principale, non aveva un tavolo libero.

Cosi a malincuore ho fatto il giro intero della piazza, fimo a quando ci sono ripassato. E non mi sembrava vero che, un quarto d’ora dopo, i tavoli liberi erano tre.

Bialystok, Podlachia

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Babka, scoprirò un paio d’ore più tardi, è al primo posto tra i ristoranti di Tripadvisor. Quindi non ho scoperto nulla di nuovo.

Quello che ho scoperto grazie a questo posto magico, il cui menù regionale comprendeva specialità polacche, lituane, bielorusse, ucraine, russe ed ebree, è che mi trovo in Podlachia.

Podlachia da non confondere con la Pomerania.

E le specialità bielorusse erano le più prominenti del menù. Così anche se stavolta in Bielorussia non ci sono ufficialmente entrato, ci sono andato molto vicino, non solo geograficamente.

Grazie al ristorante Bakva, di Bialystok, specialità regionali della Podlachia.

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8 Comments

  1. Clach, ma a te il roaming internazionale finalmente gratuito ha fatto un baffo?

  2. Mark

    …pivello… peggio di Zinna in Polonia… :DDDD

    • Perché i polacchi sono un po’ ..lacche.. come il titolo del prossimo post che ho già scritto e riscritto nella mia testa, ma non so ancora se avrò il coraggio di pubblicare

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