i Viaggi di Clach

15 anni di vita nomade in 102 nazioni. La guida spirituale dei travel blogger marziani

Che cos'è una nazione? E quante sono?

La mappa dei paesi dove sono stato nel mondo. Comunque li conto, più di 70

La mappa dei paesi dove sono stato nel mondo. Comunque li conto, più di 80

DOHA, Oryx Lounge – Certo è uno di quei problemi che al confronto l’elezione del Presidente della Repubblica è una quisquillia. Infatti io sono 3 giorni che ci rimugino senza pace. Tutto è nato perché secondo il conto dei paesi visitati che tenevo da un po’, tra poche ore mi apprestavo a tagliare quota 75, pari al 33,3%, un terzo esatto della mappa che usavo come riferimento. Però amore di verità mi ha fatto fare il riconteggio e mi sono trovato in difficoltà a capire che cos’è una nazione e soprattutto quante sono. Partiamo da quel che dice Wikipedia

196 sono gli Stati generalmente riconosciuti sovrani a livello internazionale:

[1] 193 membri dell’ONU (vedi Lista degli stati membri delle Nazioni Unite); 2 osservatori permanenti all’ONU: Città del Vaticano (attraverso la Santa Sede); Palestina (attraverso l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina) 1 ex membro dell’ONU: Taiwan (riconosciuto da 22 stati membri ONU più il Vaticano, intrattiene rapporti dissimulati con la generalità della comunità internazionale)

[2]. Sono inoltre presenti 8 paesi che, vantando sovranità territoriale, hanno dichiarato la propria indipendenza ottenendo limitato o nessun riconoscimento internazionale: 4 con riconoscimento minoritario: Abcasia (riconosciuto da 6 stati membri ONU: la Russia, il Nicaragua, il Venezuela, Nauru, Vanuatu e Tuvalu); Cipro del Nord (riconosciuto solo dalla Turchia);

[3] Kosovo (riconosciuto da 99 stati membri ONU (dicembre 2012) più Taiwan e il Sovrano Militare Ordine di Malta); Ossezia del Sud (riconosciuto da 5 stati membri ONU: la Russia, il Nicaragua, il Venezuela, Nauru e Tuvalu);

4 senza nessun riconoscimento di membri ONU: Nagorno-Karabakh; Somaliland; Transnistria (riconosciuto solo da Abcasia ed Ossezia del Sud); Azauad.

Esistono poi 2 entità a cui è accordato lo status di osservatore ONU ma che non possono essere considerate stati in quanto difettano dell’effettivo o del sovrano controllo del proprio territorio: Sahara Occidentale (Repubblica Democratica Araba Sahraui) Arabo: الجمهورية العربية الصحراوية الديمقراطية Al-Jumhūrīya al-`Arabīya as-Sahrāwīya ad-Dīmuqrātīya (riconosciuta da 49 stati membri ONU); Sovrano Militare Ordine di Malta Italiano: Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta (riconosciuto da 100 stati membri ONU più il Vaticano).

Esistono infine una serie di micronazioni, cioè entità create da una persona, o da un piccolo numero di persone, alcune delle quali pretendono di essere considerate stati indipendenti, ma che tuttavia non sono riconosciute dai governi e dalle maggiori organizzazioni internazionali; il più piccolo di questi è il cosiddetto Principato di Sealand.

Ancora non ho deciso quale criterio seguire:

1) Riconoscere solo i membri ONU (193)

2) Riconoscere gli stati sovrani (196, i 193 Onu + Vaticano, Palestina e Taiwan)

3) Riconoscere gli stati sovrani e quelli riconosciuti dalla maggioranza dei paesi ONU 197 (Aggiungiamo il Kosovo già riconosciuto da 99 stati e notizia di oggi presto probabilmente anche da tutti gli altri dopo l’accordo con la Serbia

4) Aggiungere le entità autonome

5) Aggiungere i territori dipendenti Con territori dipendenti e comunità autonome le cose cominciano a complicarsi di brutto, tanto che anche sulle pagine di wikipedia c’è scritto chiaro..che non sono chiari i criteri. Per esempio io ho appena depennato dal mio conto personale Aruba e Curacao, due nazioni che hanno la loro moneta, ti stampano il passaporto, hanno un loro governo, ma ho scoperto l’altro giorno essere ufficialmente semplici “dipendenze” dell’Olanda. Idem il Galles, che ha le sue nazionali sportive, ma ufficialmente è parte del Regno Unito o United Kingdom, che comprende Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord oltre che le tante ex colonie rimaste assimilate.

Io mi chiedo, qual è il criterio? Poi ho pure un altro dubbio assillante: rifacendomi a Chris Guillebau che ha appena finito l’impresa di mettere piede in ogni nazione del mondo (lui ha usato il crtierio di contare quelle riconosciute dall’Onu. Almeno così mi pare), e ha incluso anche l’Eritrea, dove in realtà non ha mai passato la frontiera, in quanto gli è stato negato il visto. La sua giustificazione è stata: ho passato un po’ di ore sul suolo eritreo, ho interagito con gente locale, anche se non ho mai lasciato l’aereoporto.

Ha ragione? Per me no, ma forse non ha tutti i torti. Per esempio recentemente ho passato qualche ora nell’aereoporto di Riyad in Arabia Saudita, dove ho speso soldi locali, interagito con locali, visto pubblicità locali… Insomma è un casino. E mentre continuo a ragionarci vorrei che chi legge mi dia il suo parere.

(Aggiornato il 2/4/2014 con il sondaggio)

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7 Comments

  1. Sollevi un bellissimo punto, e lo sollevi già dal titolo.

    Quando parli di classifica dell’Onu tu parli giustamente di “stato” mentre nel titolo ti riferisci alla “nazione”. Per noi italiani e per me in particolare, abituato a stare in zone di conflitto, la differenza è notevole.

    L’ONU, essendo un ente governativo, DEVE riferirsi a soggetti governativi, non può quindi includere nella sua classifica elementi che non abbiano una sovranità su un territorio e che non ne detengano il monopolio della violenza.

    Quindi, malgrado l’ONU riconosca il diritto alla autodeterminazione dei popoli, dall’essere una nazione (ti lascio fare la ricerca sul tema “nazione”) a farne uno stato il passo è lungo (chiedi ad esempio ai palestinesi).

    Giustamente, uno “stato”, deve avere sovranità “univoca” su un territorio, quindi il processo di riconoscimento di nuovi “stati” non avanza senza un conflitto perché altri stati non vogliono perdere sovranità. E senza il riconoscimenti di altri stati non si avanza. E giustamente, taluni stati non vengono riconosciuti per non avviare un processo a catena (per la Palestina è molto politico, ma se i Paesi Baschi si staccassero dalla Spagna ci sarebbe una serie di indipendenze in Corsica, forse Sardegna e via dicendo….)

    In Italia, questo processo è iniziato 151 anni fa. Riprendendo la frase di Mazzini: L’Italia è fatta, ora facciamo gli Italiani, per altri stati, le “nazioni” si erano espresse PRIMA della creazione dello “stato”. Casi tipici sono i confini fatti in africa, medio oriente, asia con popoli divisi dai colonizzatori o stati creati su divisioni non sempre obiettive (Afghanistan-Pakistan-India per esempio).

    Su chi venga prima, tra stato e nazione, potremmo parlarne per secoli.

    Vista la ricchezza e la diversità culturale, sociale e pure antropologica di certi paesi, e l’unicità di svariate “minoranze” (un termine davvero riduttivo) mi sembra riduttivo doversi limitare alla classifica dell’Onu e dover considerare solo stati ufficialmente riconosciuti. Particolarmente, nel viaggio, si cerca esattamente l’incontro di culture, tradizioni differenti, quindi espressioni dell’elemento popolo-nazione, piuttosto che dello “stato”. Sarei quindi più propenso a suggerirti di utilizzare una classifica delle “nazioni” visitate. Il problema è, fino a che punto puoi scindere, mantenendo una rilevanza per il tuo viaggio e per chi ti segue, i due concetti.

    Pensa a qualche caso specifico. Immagina come descriveresti a chi ti segue i seguenti posti:
    – Erbi: èl Iraq o Kurdistan Iraqeno? (Vuoi dare rilevanza al fatto che hai incontrato la popolazione curda?)
    – Betlemme (Palestina o Israele)?
    – Sahara Occidentale: Marocco o Sahara Occidentale? Vuoi uccidere i Saharawi o no?
    – Cipro del Nord: è davvero rilevante? E’ davvero differente da Cipro del Sud?
    – Come dici tu: Galles, Scozia … sono rilevanti le loro differenze da England? Per me si, hanno elementi nazionali differenti
    – Chapas: quanti andavano in Chapas senza sapere in che paese fosse?
    – Paesi Baschi / Corsica (quandi vanno in vacanza nei Paesi Baschi, quanto vanno in vacanza in Corsica)?
    – Zanzibar (è davvero differente dalla Tanzania continentale?)
    – Mayotte e Reunion sono così differenti e sono differenti dalla Francia? Come nel caso Curacao-Aruba / Olanda…

    E così via…

    Se credi che l’elemento culturale debba prevalere, io ti rimanderei sulla categoria di nazione, quindi considerare Kosovo, Scozia, Palestina, Kurdistan e compagnia come elementi rilevanti al viaggio. Ad essere viziati si potrebbe anche conteggiare separatamente Dubai, Doha e tutti gli Emirati… e quasi quasi Hawaii / Alaska – Stati Uniti.

    Io ti consiglierei di leggere dei libri sul nazionalismo, sulle teorie generali moderniste, è davvero bello scoprire i rapporti nazioni-stato, perchè una teoria che funzioni per tutto non esiste, e spinge davvero a scoprire la storia e la cultura dei paesi.

    Sul secondo dilemma invece non saprei aiutarti proprio. Se un incontro ha rilevanza, ti colpisce, ti direi di si, segnalo, anche se avviene in un aereoporto.

  2. grande cujo, ma come la definisci una nazione? Dove trovo un elenco completo secondo il tuo criterio di definizione?

  3. Io ti consiglierei prima di tutto di leggere questo libro:
    http://www.amazon.it/nazione-Storia-unidea-Anthony-Smith/dp/8849818769/ref=sr_1_fkmr1_3?ie=UTF8&qid=1366528069&sr=8-3-fkmr1&keywords=charles+smith+nazione

    e poi decidere sui TUOI criteri di classificazione delle nazioni. Il problema è che, uscendo dal diritto (che sulla carta dovrebbe essere uguale per tutti) e usando altri criteri di classificazione è impossibile trovare una classificazione univoca.

    Ho trovato questo, è interessante, un buon punto di partenza direi, no?
    http://wikitravel.org/it/Lista_di_nazioni

  4. notando su cujolandia una visita dalle seychelles mi son detto: forse vale la pena usare come classifica delle nazioni quella usata dai contatori web. ho un server, quindi esisto. perfetto per il mondo 2.1

  5. chiaramente mi sei venuto in mente. inoltre su questa pagina c’è questo contatore che dice: 229 countries twetted so far. Qua: http://aworldoftweets.frogdesign.com/
    E’ un dibattito interessante, interessantissimo !

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