i Viaggi di Clach

14 anni di vita nomade in 102 nazioni. La guida spirituale dei travel blogger marziani

Come viaggeremo nel 2018?

come viaggeremo nel 2018

Foto Pixabay

Visto che pur invecchiando non perdo il vizio di immaginare troppo spesso come sarà il futuro, anzichè vivere il presente. Visto che siamo a fine anno, tempo tradizionale di bilanci, alcune facili previsioni su come viaggeremo nel 2018.

Come viaggeremo nel 2018? E nel 2028? A essere pigri e non voler osservare o immaginare, basterebbe vedere quel che sta combinando Elon Musk. Auto elettriche, hyperloop, razzi su Marte.

Passiamo da una tecnologia che di fatto è già pronta (l’India ha già annunciato che entro il 2030 circolerrano solo auto elettriche nel Sub Continente) a piani un po’ più ambiziosi, come quello di colonizzare un pianeta al momento inabitabile per la specie umana.

Ma vorrei partire da cambiamenti più piccoli, meno clamorosi, ma non per questo meno importanti.

Le cartine sono carta straccia

Soprattutto per me che ho perso la prima battaglia con Father Time, e da un paio d’anni sono diventato presbite, per cui non riesco più a leggerle. Ma davvero checcefrega di avere una cartina al tempo di Google Maps o Maps.me e le varie App che ci permettono di avere mappe personalizzabili, ingrandibili, attualizzate sul nostro Smartphone?

Ho l’abitudine di continuare a chiedere cartine turistiche nelle varie città in cui arrivo, per farmi un idea. Ma ormai ho già praticamente smesso di usarle.

Non c’è più bisogno di imparare le lingue

Me ne sono reso conto nel mio ultimo viaggio in Indonesia, dove in 4 giorni ho incontrato una persona di numero che parlava un minimo di inglese. No problem, c’è Google Translate (con la quale si possono scaricare i dizionari da consultare off line).

Obiezione: si ma a scrivere ci si mette troppo tempo e tanta gente NON SA come scrivere le parole. E’ vero, ma qui entra in gioco Victor.

Victor era il mio collega Hospitalero a Castilblanco de los Arroyos. Un simpatico vecchietto che parlava solo spagnolo, ma non aveva problemi a farsi capire con chi parlava solo inglese, perchè parlava lentamente a google translate.

Sia la traduzione automatica, che il riconoscimento vocale hanno fatto progressi enormi nell’ultimo anno. Ho visto una Ted Talk dove il tipo parlava al pubblico in inglese in Cina e contemporaneamente apparivano i sottotitoli cinesi e una voce computerizzata li leggeva in modo sufficientemente chiaro da sbalordire l’audience.

Scommetto che già nel 2018 ci sarà un App gratuita o quasi che lo farà per tutti, senza bisogno di connessione a internet. Imparare le lingue è divertente e apre la mente, ma non è più necessario per viaggiare.

Car Sharing is Caring

Ho preso più taxi nell’ultimo mese che in dieci anni. Non i taxi normali però: Grab & Go-jek. Ovvero le versioni asiatiche di Uber. Il concetto rimane lo stesso.

Presto saranno senza autista. Ai tropici poi è quasi d’obbligo spostarsi su un veicolo a motore, ma per fortuna nelle città europee ancor più che il car sharing si sta diffondendo il byke sharing. Parecchie città offrono già un servizio eccellente.

E’ una rivoluzione appena iniziata, ma che cambierà le cose molto velocemente.Anche perchè, come aveva già notato Johnny Stecchino, il problema principale delle città di oggi è il traffico. (E l’inquinamento).

Anche qui: non sto ipotizzando scenari futuri, ma descrivendo un presente che è appena sbocciato, ma sta crescendo molto rapidamente.

False vere esperienze

Il trend più pericoloso dell’industria turistica è quello del Marketing delle vere esperienze. Associato all’ipocrisia della Sharing Economy, che dietro la patina di condivisione nasconde il neoliberismo capitalista più inumano e distruttivo.

Il mantra che ripetono da un paio d’anni gli operatori è di illudere la gente che stanno facendo (ovviamente comprando a prezzo inflazionato) esperienze con i loro viaggi. Così è un fiorire di casa mia aperta a te, corsi di cucina casalinga, tour personalizzati nei posti per locali, ecc.

Di tutto questo salvo i Free walking tours, che secondo me sono stati la novità più bella degli ultimi tempi. Perché i Free Walking Tours sono fatti bene. Divertenti, informativi e ti permettono di conoscere altre persone spontaneamente.

E poi costano poco! E perchè credo nel modello della donazione. Attenzione, infatti, free non vuol dire gratis, è più giusto dire che uno paga quel che vuole (anche zero volendo, ma non sarebbe giusto. Al massimo provi 10 minuti e se non ti piace te ne vai). Io, pur essendo squattrinato lascio sempre una donazione congrua e spesso superiore alla media degli scrocconi.

E a proposito di soldi…

Bitcoin non è la moneta del futuro

Bitcoin è la parola più usata e abusata negli ultimi 6 mesi del 2017. Ora non è tanto che non sono salito sul treno speculativo e mi rode. Non è nemmeno che non credo nelle blockhain.

Semplicemente per me Bitcoin sta alla moneta del futuro come Netscape allo sviluppo del Browser o Altavista a quello motori di ricerca. Un pioniere, che però è arrivato troppo presto. Ed ha troppi problemi fondamentali, non solo quello delle risorse energetiche necessarie al suo mantenimento.

Arriverà presto qualcosa che distruggerà il sistema bancario e speriamo anche il capitalismo. E sarà un’evoluzione di Bitcoin, ma che c’entrerà molto poco con tutto il chiacchiericcio degli ultimi mesi.

Overtourism

A Barcelona i guiris hanno un po’ rotto

Estrapolo dal Travel Trend Report del 2018 di Treksoft

2017 was the International Year of Sustainable Tourism and yet in the summer of 2017, overtourism was the buzzword of the season. The term was used by journalists and media outlets as they reported on anti-tourism protests in Venice and Barcelona, and overcrowding in destinations like Dubrovnik and Amsterdam.

Che ci sia un problema crescente di alcuni posti che il turismo ha reso insopportabili più che must visit, e una necessità impellente di Turismo sostenibile,  è fuori discussione. Più difficile capire quanto è compito dell’industria del turismo e quanto c’è bisogno di comportamenti più responsabili di chi viaggia nel risolverlo.

La gentrificazione dei centri storici di molte città è un altro drammatico trend che va fermato quanto prima. In questo articolo di Anna Pollock su come salvare l’anima e core del turismo ci sono tanti spunti condivisibili.

Marketing Paradise

Infine, credo sia ora di finirla con il marketing del “Paradiso” di cui i bloggers, influencers, instagrammer, e staminchiers sono fortemente responsabili quanto i depliants. Per cui si cerca di pompare ogni posto in cui andiamo per creare un hype  e soprattutto creare un’invidia sociale che alla fine ci rende tutti più tristi e infelici.

Da italiano schifato dall’Italia che ha visitato da solo più posti della maggior parte di questa tribù di cialtroni messi insieme, dico che la maggior parte dei posti in cui sono stato, sono purtroppo ancora peggio.

Non è la falsa immagine del Paradiso la ragione per visitare un luogo, almeno per me. Ma l’imparare, cambiare la mia prospettiva, conoscere nuovi odori, sapori, modi di fare.

I nomadi digitali song omm’emmerd

omm e mmerd

Più incontro coloro che si definiscono “nomadi digitali”, più mi convinco che siano il cancro non solo della comunità dei viaggiatori, ma della soscietà moderna. Coloro che ci porteranno all’estinzione nell’epoca dell’intelligenza artificiale, se le good people non riusciranno a fermarli.

Sti figl’a bocchin‘ song egoisti, egocentrici, vacui. Gente interessata solo a prendere, arraffare, distruggere. Intelligenze sprecate nel creare il prossimo prodotto di e-commerce, che si spostano come cavallette nella loro bolla di falsità, ipocrisia, codardia.

Un nomade digitale avvelena anche te. Digli di smettere.

Come viaggeremo nel 2018

Not Yet!

Finora mi sono quindi limitato a fotografare l’esistente. Il 2018 sarà troppo presto per uscirsene con frasi del tipo: Martedì vado a Marte! Quindi ho lasciato fuori scenari che se va bene si realizzeranno nel 2028, ma su cui è fondamentale focalizzarci seriamente già adesso.

Uno dei propositi del nuovo anno è di dedicarci un post della lunghezza e la profondità tipo Wait but why, senza gli omini stilizzati che non ne sono capace. Almeno nel 2017, per l’anno prossimo vedremo.

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4 Comments

  1. Fabrizio Nava

    Fantastici articoli! Grazie capo

  2. Mark

    per una volta sono d’accordo con la maggior parte dell’articolo… Feliz Navidad boludo

Rispondi

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