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Da animali a Dei di Yuval Harari

Da animali a DeiAncora prima di aver finito di leggere il libro di Yuval Harari, tradotto in italiano come “Da animali a Dei”, ho sentito l’esigenza di raccomandarne la lettura. Dal titolo originale di “Breve storia dell’umanità”, è il prodotto di un giovane storico israeliano, che descrive l’origine, lo sviluppo e la prossima fine dell‘Homo Sapiens. 

Faccio davvero fatica a scegliere delle frasi da estrapolare per invogliarti a leggere questo libro. Che puoi comprare in cartaceo a solo 13,6€ su Amazon. O meglio nella tua libreria di fiducia. Oppure, ancora meglio, scaricarti il pdf o l’epub gratis se sai come cercarlo.

La chiarezza, l’ampiezza e la profondità del libro (di cui è già uscito il seguito con lo sguardo al futuro, che non vedo l’ora di leggere, non appena avrò finito questo, oltre che a spararmi un paio di talks, oltre a quella già vista che metto a fine post) sono fantastiche. Ecco qualche citazione sulla felicità.

Sulla felicità

Gli uomini pensano che questa rivoluzione politica
o quella riforma sociale li renderà più felici, ma qualche volta la loro biochimica li inganna. Esiste un unico sviluppo storico che abbia un vero significato. Oggi, mentre comprendiamo finalmente che le chiavi della felicità sono nelle mani del nostro sistema biochimico, possiamo smettere di perdere tempo a riflettere di politica, riforme sociali, colpi di stato e ideologie varie, concentrandoci invece sulla sola cosa che può renderci veramente felici: la manipolazione della nostra biochimica.

Più avanti:

Come disse Nietzsche, se hai un motivo per vivere, puoi sopportare praticamente ogni cosa. Una vita che ha senso può essere estremamente soddisfacente anche in mezzo alle difficoltà, mentre una vita senza senso è un travaglio terribile, per quanto confortevole essa sia.

E ancora:

Quindi i nostri antenati medioevali erano felici perché trovavano significato nella propria esistenza nell’illusione collettiva di una vita ultraterrena? Sì. Finché nessuno demoliva le loro fantasie, quale motivo avrebbero avuto per non essere felici? Da un punto di vista puramente scientifico, la vita umana, è assolutamente senza senso. Gli umani sono il risultato di ciechi processi evoluzionistici che agiscono senza un obiettivo o uno scopo.

Curioso?

Da animali a Dei

 

Se la felicità si basa sull’esperienza di sensazioni piacevoli, per essere più felici occorre ricongegnare il nostro sistema biochimico. Se la felicità si basa sulla sensazione che la vita è significativa, per essere più felici, occorre che ci illudiamo più efficacemente.
Esiste una terza alternativa?

Ci può aiutare il buddhismo?

Secondo il buddhismo la radice della sofferenza
non è né il dolore né la tristezza e neanche la mancanza di senso. Invece la vera radice della sofferenza è la ricerca incessante e inutile di sensazioni effimere, che ci gettano in uno stato costante di tensione, inquietudine e insoddisfazione.

(…)

Buddha andava d’accordo con i biologi moderni e con i movimenti New Age solo sul fatto che la felicità è indipendente dalle condizioni esterne. Ma il suo pensiero più importante e molto più profondo era che la vera felicità è pure indipendente dalle nostre sensazioni soggettive.

Infatti, quanto più significato attribuiamo a queste ultime, tanto più desideriamo, e tanto più soffriamo. La raccomandazione di Buddha era di rinunciare non soltanto alla ricerca di risultati esteriori, ma anche alla ricerca di sensazioni interiori.

Concludendo:

La maggior parte dei libri di storia si concentra sulle idee dei grandi pensatori, sul coraggio dei guerrieri, sulla carità dei santi e sulla creatività degli artisti. Ci dicono molte cose sulla composizione e sul disfacimento delle strutture sociali, sulla nascita e la caduta degli imperi, sulla scoperta e la diffusione delle tecnologie.

Non ci dicono però nulla su quanto tutte queste cose abbiano influito sulla felicità e la sofferenza degli individui. Questa è la più grossa lacuna nel nostra comprensione della storia. Faremmo bene a cominciare a riempirla.

Tecno religioni e i profeti della Silicon Valley

Questa Ted Talk non c’entra molto in realtà con l’ultima citazione del libro, che riporto a seguire:

 

L’evoluzione non bada né alla fame né alla sofferenza, ma solo a quante eliche del DNA riesce a replicare. Allo stesso modo in cui il successo economico di un’azienda viene misurato solo dalla quantità di dollari nel suo conto corrente e non dalla felicità degli impiegati, così il successo evoluzionistico di una specie si misura col numero delle copie del suo DNA. Se non restano più copie del DNA , la specie è estinta, così come l’azienda senza soldi fallisce. Se una specie vanta molte repliche del DNA , questo è un successo e la specie prospera. Guardando la cosa da questa prospettiva, mille copie del DNA sono meglio di cento copie. Sta qui l’essenza della Rivoluzione agricola: la capacità di mantenere in vita più gente in condizioni peggiori.

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2 Comments

  1. Lucia

    Io ho letto quello che credo sia il seguito (homo deus). Molto interessante.

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