i Viaggi di Clach

14 anni di vita nomade in 102 nazioni. La guida spirituale dei travel blogger marziani

Farang, droga e i problemi della Thailandia

thai farang couples

capisc’ammè

Questo post è stato ricercato e scritto nei miei ultimi giorni di permanenza in Thailandia. Oggi fa una settimana che sono tornato in Italia, dove sono senza ADSL e soprattutto senza tempo, e tra pochi giorni andrò a lavorare e studiare in Germania. 

Per farla breve non ho più né tempo né voglia di continuare a lavorare su questo articolo e lo lascio così com’è, con le frasi a metà, l’elenco di link non inseriti nel contesto, ma che chi vuole approfondire può andare a vedere e fa capire che non è che scrivo le cose così ad minchiam perché sono incazzato con la thailandia intera siccome ho avuto un paio di brutte esperienze, ma quel che è scritto qui è soprattutto il frutto di un’indagine il cui punto di partenza era: “è un problema mio, o sto semplicemente notando un cambiamento in atto”? 

Ma lo sai a che ora mi sono alzato oggi? Alle sette e mezzo! C’era un traffico sulla tangenziale.. per fortuna che non sono ancora uscito di casa, con sta pioggia chi me lo fa fare?

Mi spiace lasciare le cose a metà, come quasi sempre del resto… ma d’altronde noi nati nei ’70 siamo una generazione di cazzari, come dice bene scanzie.

I miei pochi lettori, tutta gente con un certo pedigree, capiranno. E quegli occasionali che sono venuti qui cercando “costo della vita in..”, ricordatevi che i soldi non fanno la felicità. Per te, invece, che l’altro giorno cercavi “zerinol, 3 compresse” e per chissà quale motivo google ti ha mandato sui viaggi di clach, riposa, che domani starai meglio. E se vuoi proprio andare in Thailandia, vacci solo per fare una vacanza e stai attenta!

Il messaggio molto in sintesi è questo: la Thailandia oggi, ha seri problemi che chi ci è stato solo qualche anno fa o ci è appena stato per una breve vacanza nel posto giusto al momento giusto, non si immagina neanche. 

PRIMA PARTE: RAZZISMO E IL RE DI THAILANDIA

Il ruolo degli stranieri

La popolarità turistica della Thailandia è dovuta altre alla sua centralità geografica nel sud est asiatico, alle sue (una volta) meravigliose spiagge e le infrastrutture sviluppate e accessibili a prezzi irrisori.  Inutile girarci attorno, però: prima e dopo di diventare un paradiso backpacker, tantissimi visitatori ci arrivano per fare turismo sessuale e per la facilità di accesso ad alcolici di pessima qualità, ma economici.

Chi viene in Thailandia a studiare massaggi, yoga e meditazione, sono mosche bianche appariscenti e forse influenti sul web, così come l’ultima ondata di hipsters e nomadi digitali, ma scarsamente significative in termini numerici. Il grosso degli expat di breve e lunga permanenza è formato da pensionati o sbandati di vario tipo, drogati, nullafacenti o criminali ricercati dalla legge nel loro paese, che a seconda delle preferenze si noleggia una compagna locale con cui passare una vita tranquilla o dà libero sfogo alle proprie perversioni fino a quando le finanze glielo consentono.

Il farang medio non ha certo contribuito a cambiare, anzi ha solo rafforzato, il senso di superiorità e  lo stereotipo che il thai ha verso lo straniero, e la cui causa storica principale è forse dovuta al fatto che il Siam è l’unica regione nel Sud Est asiatico che non è stata oggetto di colonialismo europeo. In parte perché Inghilterra e Francia decisero di tenerla neutrale come cuscinetto tra le rispettive zone di influenza, in parte per le abilità di negoziazione dei sovrani locali Rama IV e Rama V, che dialogando con le potenze europee, attuarono importanti riforme di modernizzazione e ne fecero una realtà oggettivamente più sviluppata dei loro vicini.

La capitale asiatica del crimine

In questo modo le élite thai però non hanno mai davvero conosciuto la modernità razionalista e mantengono ancor oggi un sistema di credenze e superstizioni, che che unito a un pragmatismo di stampo cinese (in tutto il sud est asiatico il potere economico è stato sviluppato dai cinesi della diaspora)  ha fatto si che..

Il modello di sviluppo thailandese è stato creare un enorme parco giochi a uso e consumo occidentale, attirando così i loro capitali, ma a condizione che non si intromettessero nei loro affari interni.

http://www.china-files.com/it/link/19813/thailandia-la-capitale-asiatica-del-crimine

Criminalità : giovanile, droga, prostituzione, armi da fuoco

L’episodio della coppia di giovani inglesi uccisi barbaramente a Ko Tao, è solo l’ultimo di un’ondata di violenza gratuita, di cui solo una piccola percentuale arriva all’attenzione della stampa internazionale.

 

Droga e armi da fuoco

Mentre il mondo occidentale apre alla marjuana terapeutica un po’ ovunque, la Thailandia paga gli effetti di una scriteriata campagna di immagine promossa dall’esiliato Thaksin, che oltre ad aver distrutto le coltivazioni d’oppio nel triangolo d’oro, lasciando parecchie vittime nel conflitto, in un tentativo maldestro di vendere l’immagine di una destinazione turistica per famiglie, ha demonizzato l’erba con pene aspre e caccia al fumatore occasionale degne del più bieco giovanardi, trasformandola così da paradiso del fricchettone  in

Il risultato è stata la diffusione di metanfetamine e droghe sintetiche, su tutte la famigerata ya-baa, la droga di chi guida di cui i locali sono i maggiori consumatori e che è la ragione principale dello scoppio di violenza nella cultura thai, una volta confinata negli incontri di muay-thai o tra le mura domestiche.

Una delle ragioni per cui la donna thai è sempre a caccia del farang, oltre al fatto che per un pompino si trasforma facilmente in un bancomat che può provvedere a lei e alla sua famiglia, è che d

Sesso, bugie e amoralità

 

Conclusioni:

Chi scrive ha visitato più di 80 paesi e ha sempre considerato la Thailandia, in cui ha passato più di un anno in 5 visite differenti nell’arco di dieci anni, nella sua top 3 personale. Fino ai 5 mesi trascorsi nel 2014, dove ha registrato un’escalation di violenza, un aumento del costo della vita direttamente proporzionale al peggioramento della sua qualità, e un’ostilità ormai così apertamente sfacciata da non poter essere ignorata, ad ogni livello della società.

Certi di poter contare su nuovi polli da spennare, in primis i russi spendaccioni e i gruppi di cinesi che vengono in tour organizzato, i thai hanno deciso, sia a livello governativo che nell’atteggiamento della persona qualunque, che al farang expat, semiresidente o semplice backpacker,  deve arrivare forte e chiaro il messaggio che non serve più e pertanto non è gradito. Alcuni di loro, che per un motivo o per l’altro non saprebbero dove andare, fanno orecchie da mercante e nel frattempo ingoiano merda.

Ma chi non è legato da affetti locali, è abbastanza giovane e non si è ancora bevuto il cervello in droghe  o non ha il passaporto ricercato da polizie internazionali, in una parola ha quindi libertà di scelta, ammette, spesso a malincuore, che oggi la Thailandia è un posto molto diverso e molto meno appetibile di quel che era solo pochi anni fa. I paesi confinanti non hanno ancora le stesse infrastrutture o mantengono costumi e restrizioni poco gradite all’occidentale, ma il gap in un caso o nell’altro si è ristretto notevolmente.

Cosciente che al mondo esistono purtroppo paesi che sono messi molto peggio, oggi consiglierei la Thailandia solo al pensionato senza famiglia, che può contare solo su un mensile troppo basso per farcela alle Canarie, dove peraltro la differenza di costo della vita si è ridotta parecchio.  Oppure a hippies sui generis e al gay che può vivere apertamente la sua condizione, che qui è tollerata molto meglio che in diversi paesi occidentali. Per il giovane backpacker rimane un passaggio obbligato, ma anche una trappola dal quale scappare  il prima possibile,  chi cerca la vacanza facile di una settimana o due può sempre trovarci posti che lo soddisfino, ma deve cercarli con più attenzione e considerare che esistono molte più alternative rispetto a un recente passato.

http://thaisicura.it/reporter/thailandia-esortata-ad-affrontare-il-lato-oscuro-della-land-of-smile/

http://whatismatt.com/thailands-russian-invasion/

http://travelinasia.hubpages.com/hub/tuk-tuk-mafia

http://bkktonite.com/cgi-bin/forum/topic.cgi?forum=12&topic=2050&start=10

http://travelinasia.hubpages.com/hub/Russians-in-Phuket

http://phuketwan.com/tourism/tuk-tuk-brawl-expats-drawn-gun-triggers-patong-blockade-14496/

http://travelinasia.hubpages.com/hub/thailand-racism

http://en.wikipedia.org/wiki/Racism_in_Thailand

http://en.wikipedia.org/wiki/Crime_in_Thailand

http://terresottovento.altervista.org/?brevinotizie=thailandia-societa-estremamente-razzista

 

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5 Comments

  1. Ma dai, almeno le frasi potevi concluderle… o lasci il finale a scelta del lettore?
    “trasformandola così da paradiso del fricchettone in …”
    “oltre al fatto che per un pompino si trasforma facilmente in un bancomat che può provvedere a lei e alla sua famiglia, è che d….”

  2. Gaudente

    “Una delle ragioni per cui la donna thai è sempre a caccia del farang, oltre al fatto che per un pompino si trasforma facilmente in un bancomat che può provvedere a lei e alla sua famiglia”
    verissimo, pero’ occorre sostituire le parole “un pompino” con “un bel po’ di pompini”

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