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Fuori dal Monastero: due settimane dopo

Meditando nel Monastero di Tam Wua

5 settembre, Tachilek, Myanmar. a mente fredda
Avrei dovuto passare 21 giorni al Monastero di Tam Wua e alla fine ne ho passati solo la metà. Perchè? Rileggendo questo diario ho trovato diverse risposte e soprattutto nessuno spazio per pentimenti.

Per cominciare il percorso devozionale non fa per me. Anche se medito per andare oltre alle trappole della mente, rimango una persona fortemente razionale. Sono riuscito a razionalizzare la cerimonia di servire i monaci a colazione e pranzo come atto di umiltà e rispetto verso chi mi dava ospitalità, ma non ne potevo più di dovermi inginocchiare tre volte ogni volta mi sedevo davanti alla statua del Buddha o di andare la sera a sentire le loro preghiere.

Anche la camminata in fila indiana, passata la fase esplorativa del fare un esercizio per me ancora abbastanza nuovo in forma differente, abituandosi ad andare in un gruppo e non al proprio passo, aveva cominciato a diventare una costrizione più che una meditazione.

Nonostante le zanzare, la vita al Monastero era abbastanza comoda, ma la rottura del kindle e la paura che anche il computer avrebbe fatto la stessa fine presto in questo ambiente così umido, sono stato il colpo di grazia.

L’elemento decisivo però è stata la mancanza di istruzioni per meditare e l’atmosfera generale del Monastero. L’abate sarà uno che ha meditato per anni come un’eremita nella giungla o nelle caverne e ha raggiunto una pace dei sensi invidiabile che esprime con un sorriso candido incantevole, ma i suoi discorsi erano di un ripetitivo e banale che ho sopportato leggermente meglio delle prediche del prete di provincia solo perchè fatti in inglese con accento thai.

Nel monastero ho conosciuto gente interessante, ma la maggior parte di loro era quasi completamente a digiuno di esperienze di meditazione. In altre parole non era l’ambiente adatto per me per giustificare una permanenza così lunga. Poi c’era chi come Marko, un tedesco, era dì da 9 mesi, ma nel momento in cui sono ora, il tempo è stato più che sufficiente.

Nonostante tutto questo considero la mia esperienza molto proficua. Per i primi 10 giorni, fino a quando mi sono letto il libro sul corso che avevo fatto lo scorso luglio a Wat Khao Tham, ho di fatto ripetuto quel ritiro al mio ritmo, potendo approfondire o semplicemente imparare quel che mi ero perso di quel ritiro così intenso. Ho anche potuto fare l’esperienza del post ritiro che avrei voluto durasse qualche giorno in più, ma qui è subentrato l’ultimo fattore di impedimento: la stanchezza mentale. L’ultimo giorno ho sentito che avrei potuto benissimo arrivare almeno a due settimane, ma col rischio concreto di generare un sentimento di repulsione che mi avrebbe reso più difficile la pratica una volta fuori.

Così sono uscito ben prima di quel che avevo previsto, ma sono uscito ugualmente soddisfatto. E’ la qualità e non la qualità del tempo trascorso che conta. Da allora sono passate due settimane e ovviamente non sono riuscito a praticare tutti i giorni in modo formale. Appena tornato a Pai ho fatto un paio di corsette meditative e tra Pai e Chiang Mai alcune camminate. Però almeno una decina di giorni ho trovato almeno 15′ per sedermi a meditare.

Ho raccolto informazioni da internet e grazie a Gaelle, che ho conosciuto al Monastero, che per il compleanno mi ha regalato “The meditative mind” di Coleman, ho cominciato a leggere un manuale molto interessante. Questo toglie per ora un po’ di tempo alla pratica, che rimane l’aspetto più importante, ma credo mi aiuterà a darmi una base più solida.

Diario: L’ultimo giorno nel Monastero

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6 Comments

  1. Ma ce la fai a terminare qualcosa??? Scherzo 🙂 esperienza comunque sicuramente interessante. Ciao bello.

    • eh davvero ho il brutto vizio di lasciare sempre le cose a metà..o tre quarti ..
      comunque almeno questa risposta spero di

  2. vorrei il diario, per capire cosa hai fatto, perche mi piacerebbe fare un’esperienza simile… in 3 parole: Perche’ Sono Curioso. 🙂

  3. non ce la puoi fare, ahahah!

  4. Gaudente

    ma cosa ti e’ saltato in testa…andare in un monastero… ma fatti il giro dei bordelli piuttosto !

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