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10 cose notate in 10 giorni a Karlsruhe
Karlsruhe Palazzo reale giardini botanici

Palazzo Reale e Giardini botanici: il cuore di Karlsruhe

A grandissima richiesta di un lettore innominabile, torna il format “dieci cose che mi sono piaciute e non”, rivisto e corretto per i miei primi 10 giorni a Karlsruhe.

001_181) La mancia agli artisti di strada. L’altro giorno in piazza c’era un gruppo di musicisti di strada parigini, probabilmente studenti del conservatorio, vista la presenza di trombettieri e musicisti classici. Erano proprio bravi e cool, nonostante fossero francesi, ma il fatto che praticamente tutti quelli che hanno assistito allo spettacolo gli hanno lasciato se non un biglietto almeno una moneta, non credo sarebbe successo in molte altre parti.

001_182)Le biciclette ovunque. Sono a Karlsruhe o ad Amsterdam? Non solo ci sono piste ciclabili ovunque, ma sono più trafficate delle corsie automobilistiche. Città piatta e di medie dimensioni, perfetta per andare in bici, che mi hanno detto è usata tutto l’anno. Ne ho visti parecchi in giro anche di sera, donne e anziani compresi. L’altra stranezza è che con il rosso, anche a strada completamente sgombra, i pedoni aspettano sempre il verde e ti guardano male se attraversi.

001_18001_193) Trasporti pubblici e lavori. Aggiungi una rete tramviara capillare e super efficiente, con passaggi regolari ogni 2 o 3′, il traffico automobilistico davvero basso.. e quasi ti chiedi perché le strade del centro siano messe sottosopra da lavori di miglioramento di questa rete. Ce n’è davvero bisogno? Incontentabili questi tedeschi.

davvero cool questa banda parigina

davvero cool questa banda parigina

001_194) Incontentabili. Ecco qui arriva il loro grande limite: nonostante l’organizzazione impeccabile, il tedesco non sa godersi la vita, (e per questo ammira tanto l’italiano) e si incazza per nulla. Tra la cassiera del supermercato che ha sclerato perché le ho chiesto un’informazione senza fare la fila, alla segretaria della scuola di lingua incazzata con la collega che mi stava dando informazioni per lei non corrette, ho visto musi lunghi tenuti per stupidate.

001_195) La lingua difficile. Conoscessi la lingua magari certi misunderstanding come con la cassiera si eviterebbero. Ma il tedesco è una lingua ostica, e in attesa di cominciare il mio corso il 10 novembre, il motivo principale per cui sono qui, ho cominciato il mio personale viaggio negli inferi della lingua tedesca.

001_18 6) Karslruhe è più economica di Milano. Dopo aver notato i prezzi bassi non solo al discount, ma anche nei diversi ristoranti, ho voluto verificare se la mia era solo un’impressione illusoria. E invece no. E’ una sensazione corroborata dai fatti di siti come Expatistan (il 14% in meno per loro) o Numbeo, che snocciola questi dati non solo nel paragone Karslruhe-Milano, ma anche Italia-Germania. Considerate che gli stipendi sono molto più alti e capite che in Italia siamo davvero messi male.

Consumer Prices in Germany are 8.56% lower than in Italy
Consumer Prices Including Rent in Germany are 6.32% lower than in Italy
Rent Prices in Germany are 1.02% higher than in Italy
Restaurant Prices in Germany are 25.51% lower than in Italy
Groceries Prices in Germany are 8.32% lower than in Italy
Local Purchasing Power in Germany is 41.77% higher than in Italy

001_187) L’efficienza. Per ottenere la residenza sono andato a un ufficio, preso il mio numerino, aspettato un’ora, portato documento di identità e lettera di chi mi affitta casa e in dieci minuti avevo il mio foglio. Per aprire il conto in banca sono andato con la mia collega alle 5 del pomeriggio, banca aperta ma niente fila, e in dieci minuti ho aperto il mio conto a zero spese.. Efficienza e organizzazione tedesca.. certo a volte fa rima con rigidità, ma su questo abbiamo solo da imparare.

001_198) Il fumo. Dai civili tedeschi mi sarei aspettato di vedere meno viziosi, invece, come in Svizzera, vedo sigarette accese ovunque in strada e anche in certi locali dove si mangia e si beve. il fumo è una piaga ancora troppo diffusa. Mi sembra evidente il legame con la loro incapacità di rilassarsi. Non è un caso che la meditazione sia così popolare in Germania. Uhm, quasi quasi apro un’impresa di “relax coaching”

001_199) I barboni. Un’altra cosa triste è il numero di sbandati, barboni, reietti che si vedono in strada di giorno. Persone che non sono riuscite a inserirsi in questa società forse a volte troppo rigida e si sono emarginate, più che il contrario, visto che comunque lo stato sociale qui è avanti anni luce rispetto a noi.

001_1810) I Bambini volenterosi. La più bella. Stamattina alla stazione, ho visto passare nel giro di 5 minuti due bambini di due famiglie diverse, portare un trolley più grande di loro con il piglio di chi si sente grande e indipendente. Secondo me l’immagine più significativa sul loro carattere

 

 

7 thoughts on “10 cose notate in 10 giorni a Karlsruhe

  • Non so se te ne sei reso conto ma nel tuo articolo hai scritto due comportamenti tedeschi totalmente opposti.

    OBBEDIENZA
    1) “L’altra stranezza è che con il rosso, anche a strada completamente sgombra, i pedoni aspettano sempre il verde e ti guardano male se attraversi.”

    INDIPENDENZA
    2) “Stamattina alla stazione, ho visto passare nel giro di 5 minuti due bambini di due famiglie diverse, portare un trolley più grande di loro con il piglio di chi si sente grande e indipendente. Secondo me l’immagine più significativa sul loro carattere”

    Non mi dimenticherò mai quella volta in Germania, era sera, era buio, le strade di una piccola cittadina della Westfalia deserte. Io stavo camminando verso la stazione dei bus per tornare a casa. All’improvviso inizia a piovere, aumento il passo, naturalmente ero senza ombrello, la stazione era pochi minuti ma la pioggia si faceva più fitta, insomma bagnava! Inizio a correre, davanti a me un incrocio, una strada deserta ed un semaforo rosso. Naturalmente durante la corsa mi assicuro che non ci siano auto in arrivo e a grandi falcate attraverso la strada buttandomi sotto la protezione della fermata del bus, senza neanche pormi il problema che il semaforo fosse rosso. Il mio corpo ha attraversato la strada, il mio sguardo ed il mio pensiero non si è staccato da quel tipo che da “bravo ragazzo” aspettava paziente il cambio di stato del semaforo da rosso a verde… a soli due passi da un riparo… tra l’altro faceva freddo!
    Posso capirlo di giorno, senza pioggia, i bambini devono prendere esempio…. ma in quelle condizioni avverse la mia piccola testa non riesce proprio a trovare una spiegazione plausibile.
    Davvero sono rimasta scioccata.

    Questo accaduto, ed altri durante la ia permanenza in DE, mi ha fatto riflettere parecchio, sul comportamento della specie umana. Credo che si possa arrivare a capire tante delle cose, che ben sappiamo, sono successe in Germania.
    A noi sembrano eventi tanto lontani ma sono più vicini di quello che pensiamo ed ancora oggi si possono intravvedere e respirare le cause e gli effetti nei comportamenti dei tedeschi. forse te ne accorgerai anche tu nel tuo soggiorno .

    Pensa che un professore della scuola che stavo frequentando a quel tempo mi disse che adesso nelle scuole primarie cercano di educare i bambini a “non obbedire troppo” e ad essere indipendenti nelle loro decisioni.

    Le cause del perché milioni di persone sono state complici ed altrettante hanno permesso ciò che è successo è stato ampiamente analizzato, studiato e sperimentato (vedi esperimento di Milgram http://www.academia.edu/5871348/LEsperimento_di_Eichmann_-_LObbedienza_allAutorità_negli_Studi_Sperimentali_di_Stanley_Milgram)
    Stavano semplicemente eseguendo degli ordini e un ordine, quale può essere un semaforo rosso, non si disubbidisce!

  • Riflessione molto interessante, Lucia.
    Non credo però che obbedienza e indipendenza siano necessariamente in contraddizione, se riferiti ad aspetti diversi.
    L’esempio del semaforo rispettato anche quando non ce n’è bisogno è sintomo più che altro di rigidità a mio modo di vedere. Le mappe mentali aiutano molto nella vita di tutti i giorni, ma bisogna sempre dimenticarsi che la realtà esterna è sempre diversa e sempre in cambiamento.

    I bambini che vogliono portare un trolley più grande di loro è più indice di essere in grado da subito di sapere badare a loro stessi. Sono indipendenti si, ma dagli altri essere umani, non tanto dalla loro idea di quel che è giusto fare.

    L’esperimento che citi è quello da cui hanno fatto il film “The experiment” nel carcere?

  • Si hai ragione, non sono necessariamente in contraddizione, ma dimostra l’indipendenza dei bimbi e quindi anche uno sviluppo della capacità di prendere decisioni da soli e pensare con la propria testa, non solo ubbidire alle regole. suppongo… ma non è detto che sia così.

    Ho visto The experiment diversi anni fa e non è l’esperimento di Milgram ma sempre dello stesso genere ovvero di cercare di capire come l’essere umano arriva a di compiere crudeltà in contrasto con i valori umani.
    Nell’esperimento di Milgram (dare forti scariche elettriche per risposte sbagliate) si dimostra che i soggetti non si sentono moralmente responsabili visto che eseguono degli ordini, si preoccupano solo freddamente del corretto svolgimento dello stesso.
    Quello del Carcere (del film) invece dimostra come dei ruoli assegnati a caso giocano profondamente nel comportamento delle persone, tanto gravemente da dover terminare l’esperimento prima che finisse.

    I due esperimenti assieme – ubbedienza + ruolo – dimostrano la creazione di un mostro, come quello che è stato il nazismo in Germania (e tanti altri).

    Quindi capisci che quando vedo una persona fermarsi ad un semaforo come nell’esperienza descritta nel commento precedente, mi fa paura!

  • beh gli italiani non rispettano il semaforo ma sono sempre in cerca del salvatore della patria, l’uomo forte a cui affidare la risoluzione dei propri problemi,così possono tenere il cervello spento

  • […] oggi. Andatomene senza rimpianti, dopo qualche giorno passato a Milano, il 15 ottobre sono andato a Karlsruhe, Germania, dove sono rimasto fino al 21 […]

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