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Giugno 2019: POL, Ucraina, UNG

Pravda beer – Lviv central Square

Mentre si fa un gran cianciare a vanvera di migranti, clach ha sperimentato ancora una volta l’idiozia dell’Odissea di attraversare una frontiera, impiegando 4 ore in auto con dei contrabbandieri ucraini per entrare in Ungheria.

E anche stavolta il viaggio programmato in Bielorussia è saltato. A giugno 2019 ho passato una notte a Cracovia, quasi due settimane nell’Ucraina dell’Ovest e un fine settimana a Debrecen, Ungheria. Per finire con l’ondata di calore ad Arese.

Dove sono stato

1-8 Arese/Milano
9 Mi Bg- Katowice-Cracovia (POL)
10 Cracovia -Lviv (UCR)
11-16 Lviv
17-18 Ivano Frnkvisk
19 Mukachevo
20-21 Uzhorod
22 Uzhorod-Debrecen (UNG)
23 Debrecen
24 Debrecen – MI – Arese
25-30 Arese

La scala a chiocciola pendente e tetra di un ostello di Lviv

Scriverò, forse, presto in dettaglio del mio viaggio in Est Europa, intanto si possono vedere mappa e foto dei dettagli del mio viaggio in Est Europa con Polasteps.

Highlights and Lowlights

Premesso che l’attività principale del mese è stata studiare informatica, mandare domande di MAD (ovvero Messa a disposizione come docente per il prossimo anno scolastico) e imparare il più possibile sul mondo della scuola in cui vorrei entrare a fare parte ufficialmente il primo possibile.

Il mio viaggio in Bielorussia saltò a Settembre 2019 perchè cominciai a lavorare a Lisbona. Stavolta perché la mia carta di identità (che per fortuna è in scadenza) è in lista nera in Polonia. Colpa probabilmente di quella multa che presi a Varsavia per un biglietto scaduto da 2′, mentre stavo scendendo dal bus per andare all’aeroporto.

Multa che pagherei solo se quello stronzo che me l’ha data prendendo volutamente quanto stupidamente di mira uno straniero, venisse licenziato in tronco.

Imbarcandomi sul volo Cracovia-Lviv il poliziotto del controllo passaporti mi ha fatto passare 10′ di terrore, mentre faceva un paio di telefonate di controllo. Mi ha chiesto se la carta di identità appartenesse a me, se la avessi persa, e poi mi ha lasciato andare dicendomi che il mio passaporto andava bene.

Avrei dovuto riattraversare la frontiera polacca tre volte nei successivi 10 giorni per entrare e uscire dalla Bielorussia.

Ho preferito evitare rischi e così ho cercato il volo di rientro in zona più economico. Ne ho trovato uno da Debrecen, Ungheria e ciò mi ha permesso di scoprire Cafe Frei, un franchising con il miglior menù di caffè che abbia mai visto.

Ma la cosa veramente drammatica che ho scoperto alla fine di questo mese, grondando di sudore durante l’ondata di caldo, è che a seconda della bilancia il mio peso è arrivato a 75 o 77kg.

Mai la bilancia mi aveva indicato più di 70kg.

Così in basso sono caduto!

Così male mi sono ridotto in quest’ultimo anno, tanto che la salute ne ha risentito.

(Per dire, ho avuto l’influenza praticamente per tutto il mio viaggio in Est Europa, dopo aver preso il classico colpo di freddo per l’aria condizionata il primo giorno).

Pizza Celentano, un’istituzione Ucraina. Uno degli ultimi vizi prima di cominciare l’era delle calorie contate.

Dal 29 giugno ho cominciato quindi il digiuno intermittente (finestra 8-20), a contare le calorie che mangio per la prima volta in vita mia e a fare 10′ quotidiani ad alta intensità con focus sugli addominali, giusto perchè faceva troppo caldo e sono troppo fuori forma per fare più esercizio in questi giorni.

Seguirò questo rigido regime (iniziando a fare attività fisica più intensa già da questo fine settimana), fino a fine estate. Quando la bilancia (non importa quale) non dovrà indicare più di 65kg.

Monumento al Backpacker, uno dei segreti di Lviv. Una sliding door importante lo scorso maggio, quando anzichè camminare qualche cammino sono andato a ingozzarmi di junk food in Turchia. Uno swing di almeno 5kg (ovvero 2-3 che avrei perso e invece ho accumulato)

Gratitudine in Ucraina

E’ andata così quando ho attraversato la frontiera ucraina per entrare in Ungheria. Credendomi smart ho evitato di prendere un bus da Uzhorod o un treno da Chop, per risparmiare tempo (se passo la frontiera da solo a piedi è molto più veloce) e un paio di eurelli, usando mezzi locali. Oltre che sostanzialmente poter partire quando ne avevo voglia la mattina di sabato 22 giugno.

Non avevo fatto i conti col fatto che quel confine non si può attraversare a piedi. Ma solo in auto. L’alternativa era camminare 5km indietro fino al centro di Chop e aspettare un treno che sarebbe partito da lì a 2 ore.

O chiedere se qualche macchina mi potesse caricare come passeggero.

Inaspettatamente, grazie all’aiuto di una ragazzina di 13 anni, passeggera della 2a macchina in fila, l’unica che parlava inglese nel raggio di 1km, ho trovato quasi subito posto sull’auto in posizione 14.

Dai, massimo un’oretta e sono dall’altra parte, mi sono detto.

Quattro interminabili ore dopo, questo simpatico signore che mi ha offerto anche il caffè e non mi ha chiesto soldi, sua moglie e io entravamo trionfalmente in Ungheria.

Un paio di km dopo la frontiera il tipo si è fermato in una stradina laterale, mi ha chiesto di aspettare “3 minutes” in auto con la moglie ed è tornato con una decina di stecche di sigarette nascoste tra i campi.

“Ukrainian reality” mi ha detto la moglie col tipico tono di rassegnazione e solidarietà umana delle persone dell’ex URSS.

Trenta minuti dopo eravamo ancora lì, perché a quanto pare si erano dimenticati una stecca.

Alla fine, nonostante gli avessi chiesto solo di farmi attraversare la frontiera, mi hanno portato fino alla stazione di Niyergatza, 50km più avanti.

Grazie quindi a questa coppia e al fatto che per me il passare una frontiera al massimo può essere una avventura magari un po’ snervante. Ma non corro il rischio di naufragare.

Vente Pa’Ca’

Pravda Beer, Lviv

Ammetto che ero tentato di mettere due posti a Ivano Frankvisk dove ho passato solo due giorni, ma non potevo non mettere qualcosa di Lviv. Scelgo quindi Pravda, uno spazio multifunzionale nella piazza centrale. Spaccio ben fornito di birre artigianali, ma anche tantissimi tavoli dentro e fuori per bere e mangiare e ascoltare musica dal vivo, con gli artisti che si esibiscono su un palco sopraelevato.

Urban Space 100, Ivano Frankisk 

Questo è davvero un progetto sociale che vale la pena emulare. 100 persone locali attive nel sociale si sono consociate per aprire e finanziare questo caffè/working space aperto a tutti, che funge anche da luogo di aggregazione per i loro progetti.

Cafe Frei, Debrecen

Come accennato sopra, questo posto scoperto il mio ultimo giorno di viaggio, ha il miglior menù di caffè in cui sia mai stato. Non solo per quantità e qualità, ma anche per presentazione. Basti dire che ho bevuto un Bicèrin. Che non trovi nemmeno in Italia fuori da Torino.

Entrate e Uscite

A giugno ho speso la bellezza di più di 1.000€, di cui 300€ per la 1a rata di un Master che mi permetterà di ottenere l’abilitazione per insegnare materie letterarie nella scuola superiore, visto che di insegnanti di filosofia, come di laboratorio di informatica, le due classi per le quali sono gi abilitato, le prospettive non sono rosee.

Avrei incassato 305€ di rimborso Iva dal Portogallo, ma anzichè farmi il bonifico hanno mandato un assegno alla casa dove viveva mia madre, per cui al momento non so come recuperare questi soldi che ho già contabilizzato, così da ridurre il passivo di bilancio e rientrare nei parametri del Fair Play finanziario.

E poter continuare a viaggiare in Europa e nel mondo, con l’esclusione della Polonia.

E adesso?

In realtà se a Settembre o massimo Ottobre non comincerò a lavorare a scuola, chissà quando sarà il mio prossimo viaggio all’Estero. Intanto starò fino a fine Agosto a Rimini a curare casa e gatto di un amico, con l’obiettivo urgente di perdere 10kg, mentre proseguo lo studio matto e disperatissimo in informatica, latino, geografia, linguistica, letteratura italiana e metodologie di insegnamento.

Altro che vacanze.

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