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Le vie del Cinema sono infinite

Dopo tanti anni di nomadismo lento, nelle ultime due settimane ho fatto il giro del mondo alla maniera che mi era abituale negli anni dell’Università: andando a vedere la panoramica dei film dell’ultimo Festival di Venezia.

Tutto è cominciato la sera di martedì 17, quando sono andato a trovare un vecchio amico che mi ha raccontato di una volta a Hollywood

Il giorno dopo è stato il più intenso. E’ cominciato in Giappone, dove era scomparsa una ragazza.

E’ proseguito in Argentina, per conoscere la storia di un boludo dal buon cuore.

Ed è terminato in Grecia, a cercare un adulto nella stanza dei bottoni, in mezzo a tanti figli di Trojka.

Giovedì sono stato prima in villaggio del Senegal le cui tradizioni sono minacciate dai fondamentalisti islamici. Baaumum Nafi è l’unico film del quale non sono riuscito a trovare un trailer on line, per cui col link rimando a IMDB, il mio sito di cinema preferito.

E poi a seguire le vicende di una famiglia bulgara in un condominio popolare della periferia di Londra

Questa settimana invece è cominciata in Australia, con una storia sulla malattia piena di vita e recitata benissimo.

Poi c’è stata la doppietta francese.

Dalla rivincita marxista degli sfigati in Gloria Mundi a Marsiglia

all’esaltazione un po’ narcisista dello sfigato Peter Pan protagonista di  Mes Jour de Gloire.

Ed è proseguito con un’epopea di quasi tre ore ambientata in una grande tenuta a sud del Tejo, in Portogallo.

E il mio Giro del Mondo è finito tornando in Kerala per una straziante storia di stupro.

Ed ha avuto il suo degno finale a Valparaiso, Cile con Ema, il film più spiazzante che allo stesso tempo mi ha irritato, ma anche fatto pensare di più.

Le vie del cinema

Ai tempi dell’Università ho seguito la rassegna de Le vie del Cinema, almeno 5 o 6 volte tra le panoramiche su Cannes e Venezia.

Adesso è facile guardarsi un film di ogni parte del mondo dal proprio PC, ma ai tempi anche in una città come Milano non c’erano praticamente altre occasioni di potersi gustare una pellicola in lingua originale, fuori dalle solite produzioni Hollywoodiane (che ai tempi in cui lavoravo per Box office, rivista di settore oggi leader, ammontavano a quasi il 90% dei film programmati) (e i Multiplex stavano appena nascendo! Oggi è probabile che quella percentuale sia anche aumentata) (i film italiani erano circa il 10% e il resto del mondo era il 2 o 3%).

Adesso la rassegna si è allargata includendo anche film di altri festival. Purtroppo però la tessera non dà più diritto alla visione di tutti i film in programma, ma quest’anno per esempio la Cinecard che ho acquistato per 48€, mi ha dato accesso a 12 film. Comunque un ottimo affare con i prezzi di oggi.

Film di cui ho prenotato tutti i posti comodamente on line pochi minuti dopo l’acquisto della tessera. Niente più problemi di file o posti presi dagli amici.

Insomma, alcune cose sono cambiate in meglio e altre in peggio. E purtroppo sembra che l’età media degli spettatori sia invecchiata insieme a me.

Ma la domanda indiscreta è ovviamente: che c’entra tutto questo in un blog di viaggi?

Beh è chiaro che se te lo chiedi è perchè sei di quelli che si guarda i film doppiati.

Ora, è grazie a questa rassegna che ho imparato che non importa quanto comprendi l’idioma, ma un film va sempre visto in lingua originale!

A volte (per esperienza raramente) può essere stancante leggere i sottotitoli, ma solo così si può entrare dentro la storia, farsi coinvolgere da tutto il linguaggio non verbale e viaggiare grazie alla magia della sala nei posti in cui viene girata.

Rispetto a quegli anni adesso ho anche la fortuna di essere già stato nella maggior parte dei luoghi in cui erano ambientate queste storie, e questo ha sicuramente reso l’esperienza del mio viaggio virtuale, dove il mio vissuto si mischiava con quello proiettato, più profonda.

I miei Oscar delle vie del Cinema 2019

Nel sondaggio post rassegna, all’ultima domanda viene chiesto di indicare i 3 film preferiti e ho scelto (in ordine di visione) Yokogao, A cat in the Wall e Gloria Mundi.

Ma a tutti i film che ho visto darei almeno la sufficienza.

Ecco quindi altri premi soggettivi con cui ricorderò questa edizione.

Film triste che mi ha lasciato più contento: Gloria Mundi
Miglior attore protagonista: Albano Jerónimo (A herdade)
Miglior attore non protagonista: Brad Pitt (Once Upon a time in Hollywood)
Miglior attrice protagonista: Eliza Scanlen (Baby teeth)
Dialoghi più belli: Cat in the Wall
Film che mi ha fatto più pensare: Ema
Miglior regia: Kojj Fukada – Yokogao (A girl missing)
Film più angosciante: Chola
Miglior fotografia e serenità di fondo: Baanam Nafi
Il fanciullino che resiste in me: Mes jour de Glorie
Umano, troppo umano: El moto arrebatador
Miglior sceneggiatura non originale: Adults in the room

Alla prossima rassegna.

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