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MEDITA-DIARIO: 6. Il 3° giorno

Confucio

14) Se il buongiorno si vede dal mattino… oggi ho dormito bene e non ho avuto problemi di sonno finora, a parte la meditazione prima di colazione, dove ho messo in pratica il nuovo accorgimento di aprire gli occhi quando sento che sto per addormentarmi. E’ applicando cose banali come queste che si accresce la propria consapevolezza. Come diceva Lao Tzu, anche il viaggio più lungo comincia con un piccolo passo.

15) Nel pomeriggio patisco un calore infernale, quasi svengo dopo pranzo, vittima di un heat stroke. Dopo i 45′ di camminata, c’è la meditazione in piedi e sono il primo a cedere e a sedermi dopo pochi minuti. Dopo un po’ devo uscire dall’aula a prendere aria, perchè non riesco proprio a stare sveglio. E quando torno dentro per un paio d’ore devo comunque rinunciare a meditare e mi limito a stare lì inebetitio, tanto sono senza energie. Il cervello è fritto, l’unica cosa che riesco a fare è stare mezzo sveglio. Ripensandoci a ritiro finito, questo è stato il momento più difficile.
Miglioro dopo che prendo la bustina di integratori di sali minerali e bevo un bel po’, anche se mi rimane il mal di testa per ancora un’oretta.

16) Essendomi perso per stanchezza la speigazione dettagliata sul come fare la meditazione camminando, cerco di trovare il mio ritmo da solo, partendo dal fatto che la camminata puà essere spezzata in 3 tempi. Così mi invento un calmo, concentrato e sveglio, CCS. E poi un Start, air, land, partenza, aria, atterraggio, riferendomi al movimento del piede. E ancora start, land, shift weight, stacco, atterro, cambio peso, quasi come fosse un passo di salsa.

17) La lezione della serata è su compassion and loving kindness, compassione e gentilezza amorevole nella meditazione. Mentre ascoltavo mi è tornato in mente l’episodio del litigio con i vicini di Via La Malfa, una coppia di cafoni arroganti e ho fatto una fatica enorme a perdonarli. Ma la questione del perdono si capisce meglio spostando l’attenzione dall’oggetto al soggetto, ovvero a te stesso e imparare a non portarti dietro le conseguenze delle mancanze altrui.

E comunque non ho ancora capito come e perchè essere compassionevoli con le zanzare, che insieme al caldo asfissiante (nella sala non c’è nemmeno un ventilatore e pale e c’è un’aria immobile e pesante che nel pomeriggio è semplicemente irrespirabile) sono stati gli ostacoli più duri in questi primi tre giorni.

Categories: Blogroll, diary, Thailandia, thoughts

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