arte

Sign of times – Princes rules

PrinceQualche giorno fa è morto Roger Nelson, aka TAFKAP, o più semplicemente Prince. Un genio artistico, che a pelle mi repelleva ai tempi di “Sign of the times“, ma di cui adesso non riesco a smettere di guardare, ascoltare e cantare i suoi capolavori. E’ il segno dei tempi.

All’apice del successo, negli anni ’80-’90, non potevi fare a meno di ascoltare la musica di Prince. E non so per quale motivo, ma nun me piaceva. Lui mi stava istintivamente sugli zebedei, non lo sopportavo. Una delle tante prove che quando si è giovani sì è stupidi davvero (cit.) e come si cambia, per non morire (cit.), ma soprattutto per crescere. Solo gli stupidi non cambiano mai idea (cit.)

It’s silly, no’
When a rocket ship explodes
And everybody still wants to fly
Some say a man ain’t happy
Unless a man truly dies
Oh why
Time, time

1)  Rivedendo i suoi video, mi stupisco di quanto attuali (o meglio fuori dalle mode dei tempi) siano la sua musica, i suoi video, le sue coreografie. Fossi stato malato di musica come lo ero di calcio

(ed ero malato di musica, ma in modo diametralmente opposto: se del calcio e dei calciatori volevo sapere tecnicamente tutto, con la musica coltivavo l’ignoranza: ore ad ascoltarla, cantarla, ballarla senza chiedermi un perchè, questa era la mia Musicology),

avrei saputo già allora che era un poli strumentista e un animale da palcoscenico, o che era un nanerottolo, ma anche un donnaiolo incallito e negli ultimi anni era diventato un testimone di Geova. E sticazzi.

Però in parte è ignoranza mia, in parte è che ci vuole la prospettiva del tempo per separare i fenomeni passeggeri dagli immortali. E a posteriori sono tutti profeti dell'”avevo detto”.

Trust, Love, Sex: guarda questo video

2) Prince ha scritto letteralmente migliaia di canzoni. Era di una prolificità assurda anche negli ultimi anni. Molte di queste canzoni le ha scritte per altri, tra le quali “Manic Monday” per le Bangles, e “I Feel For You” per Chaka Khan. Anche “Nothing Compares 2 U”, resa immortale da Sinéad O’Connor, è stata scritta da Prince. Ma non per lei, ma per “The Family”, una band della quale faceva parte una delle migliaia di amanti-collaboratrici musicali che ha avuto.

3) Tutte queste cose però le puoi leggere sugli altri milioni di articoli commemorativi strappa pageviews che stanno poppando fuori in questi giorni sul web. Ma io vorrei cercare di riflettere sul segno dei tempi che cambiano e ti cambiano. Per cui, per esempio, scrivi un articolo su questo blog, che viene automaticamente condiviso su facebbok. A fine giornata l’articolo ha ricevuto diversi like su facebbok, ma nessuna pagina vista sul sito. Pure gold

You don’t have to be rich to be my girl, You don’t have to be cool to rule my world.

 

4) Però è difficile farlo, quando hai 5 video in coda che vuoi vedere. Quando le colombe piangono, quando ad ogni finestra che riesci a chiudere se ne aprono altre due, quando il tuo cervello è deframmentizzato da troppi anni di multitasking e i tuoi pensieri vengono giù come una fitta pioggia purpurea (del Cairo). Anche questo, un segno dei tempi.

Sign of times – Sign o the Times

This is it
It’s time for you to go to the wire
You will hit
‘Cause you got the burnin’ desire
It’s your time (Time)
You got the horn so why don’t you blow it
U are fine (Fine)
You’re filthy cute and, baby, you know it

Come al solito, ho perso il filo. E tra poco devo uscire.. che volevo dire ancora..boh.

Mo ci penzo, vado a fa’ na pisciata e ci pens

(TO BE CONTINUED)

Categories: arte, thoughts

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