Argentina

Te quiero Argentina – 21. Aconcagua barbaro, Belém relinda

martedì, 01 marzo 2005
MENDOZA (day 25) – Ieri non sono piú andato a vedere l’inizio delle fiesta de la vendimia perché ero troppo stanco, mi faceva male il ginocchio e ha piovuto pure un po’. Ho mangiato un panino veloce al McDonald, facendo violenza a un mio proposito, e devo dire che pure i panini di McDonald qui sono di un altro livello!

Poi sono andato in ostello, mi sono messo a fumare una sigaretta verso le 10.30, che doveva essere della buonanotte..ho iniziato a chicchierare con la gente, e sono andato a dormire alle 4 del mattino!

Stamattina alle 7 dovevo essere pronto per l’escursione in alta montagna e, non so come, ero pronto. Passaggio a Usspala, la localitá dove hanno girato 7 anni in Tibet), altra sosta al Puente dell’Inca dove ci sono delle terme naturali, con acqua che esce da sottoterra a una temperatura di 35gradi in mezzo a uno scenario dai colori incantevoli, altra tappa per ammirare da una certa distanza la maestosa cima dell’Aconcagua e destinazione finale il Cristo Redentor, al confine col Chile e a quota 4200 metri. Quindici minuti sufficienti a fare i conti col vento andino e gli effetti dell’altitudine, poi ridiscesa verso casa.

Discutevo oggi con una ragazzo argentino del mio ostello e Belém, che non é solo il nome di una cittá del Brasile e di una del Portogallo, ma anche il nome di una ragazza della Capitál Federal (ci fosse un argentino in vacanza che non viene da lí), come indicare la scala di bellezza con aggettivi argentini.

Il risultato che é venuto fuori é questo:
LINDO (bello)
MUY LINDO
HERMOSO
BARBARO (usatissimo)
RE LINDO

Allora devo dire che se l’escursione é stata barbara, il viso di Belém era Re lindo. Peccato che domani sará da un’altra parte e chissa mai se la rivedró.

Categories: Argentina, diary

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