i Viaggi di Clach

15 anni di vita nomade in 106 nazioni. La guida spirituale dei travel blogger marziani

Faq Azerbaijan

Cappadocia, love valley

Cappadocia, love valley

Finalmente arrivato a Tbilisi dopo lunghe peripezie, oggi avrei dovuto andare all’ambasciata dell’Azerbaijan a chiedere il visto per quella che sarebbe dovuta essere la nazione #94 nella mia insulsa missione di arrivare a 100 entro la fine dell’anno. Invece stamattina, dopo l’ennesima notte in un letto scomodo, ho deciso che era ora di basta.

Questo è sicuramente il viaggio più scomodo e duro in 12 anni di vagabondaggio. Tra il clima freddo, le tensioni continue nei paesi che ho visitato, gli infimi standard degli alloggi e di vita in generale: niente è stato facile e rilassante, e fuori dalla mia comfort zone e blabla, ma vaffanculo, la vita è fatta per essere goduta.

La verità è che l’effetto a breve termine di questi mesi è che sono diventato molto più intransigente, spero non intollerante, verso altre “culture”, che sinceramente fatico a definire tali, quando opprimono l’essere umano così tanto a livello individuale e sociale, tra auto distruzione (il fumare o bere in modo esagerato, come puro vizio) e corruzione, guerre e ignoranza.

Il motivo per cui scrivo questo sfogo è per cercare di liberarmi dalla nube di negatività, sempre più spessa man mano che accumulo stanchezza, che si è impadronita di me e che mi sta rendendo sempre più pesante e difficile ogni minima decisione.

La relativa vicinanza all’Italia mi ha fatto pensare spesso in questi giorni di semplicemente prendere un aereo e tornare a casa, ma dividere un monolocale a Milano con mia madre per più di una settimana non è certo la soluzione alla mia stanchezza, e prima di tornare devo avere chiaro cosa voglio fare nei prossimi mesi. Ma più sono stanco e meno sono lucido e divento irascibile.

Poi succede che ci si mette anche la Vodafone, che mi chiama mentre sto scrivendo e mi fa buttare via un euro e mezzo di scatto alla risposta in roaming, pezzi di merda. Vai fanculo anche te, Stefania della Vodafone che avevi chiamato ieri alle 9 di sera e ho evitato di rispondere, ma stamattina ho ceduto perché non si sa mai che era qualcosa importante, e invece era la solita promozione commerciale.

Fatto sta che da quando sono atterrato a Istanbul e mi sono ammalato e ho rotto lo zaino, sono ormai venti giorni che mi trascino con problemi di salute tra lunghi spostamenti col fottuto trolley quando mai l’ho comprato e il viaggio è diventato un progressivo rimbalzare da un posto all’altro, per cui non ho voglia di fare la trafila per il visto, farmi 17 ore di treno per andare a Baku e soprattutto visitare un altra nazione intollerante.

Il problema è che se Tbilisi mi ha fatto una bella impressione, nonostante il vento gelido di stamattina, trovare un alloggio decente, economico come il costo della vita, qui sembra un’impresa. E finché non trovo un tetto dove mettere in fila un paio di notti di riposo vero, anche solo abbozzare un piano, è fuori discussione.

Indi per cui, tempo di mettersi in cammino e cercarlo.

15 foto da Urfa

24 foto da Erzurum e della CS vergine che mi voleva sposare

Altre foto della Cappadocia, molte delle quali del cazzo, o meglio dei cazzi della Love Valley, che portano il totale a 58

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2 Comments

  1. M

    Lasciatelo dire, questa missione dei cento paesi (in generale del contare i paesi) a me pare una sciocchezza, pensa a risistemare mente e corpo piuttosto. Risuono di simpatia, è successo anche a me, ma tu come mai insisti in continuare un viaggio così sfibrante?

    Hai pensato magari di tornare in qualche zona tropicale a riposare le stanche membra, mangiare kili di frutta e fare la lucertola al sole? Magari con qualche volontariato interessante da un paio di ore al giorno, giusto per far finta di dare un senso.

    Stammi bene

    • M fricchiofracchio

      si la missione è una sciocchezza, sono il primo a definirla insulsa, ma è divertente e psicologicamente importante, perchè come ho scritto altrove, arrivato a 100 arrivo alla metà delle nazioni del mondo. Non è tanto il 100, è quel 50% che mi interessa.

      E’ successo tante altre volte di avere momenti di stanchezza, la differenza è che ritengo più istruttivo condividere questi momenti, invece che nasconderli come un qualcosa di cui ci debba vergognare.. tanti “viaggiatori” si sentono come degli ambasciatori del viaggio e ripetono tutto il tempo a loro stessi prima che agli altri, solo le cose positive.. invece ci sono anche tante parti dure che non vanno nascoste, anzi parlarne serve a capirle meglio.

      Per lo stesso motivo non mi interessa ora andare a fare la lucertola al sole (cosa che del resto ho sempre fatto in piccole dosi), ma imparare dal viaggio. E per imparare devo andare in zone nuove, non stare nel recinto delle mie sicurezze

      Tra l’altro la Georgia è un paese fantastico: cibo, vino, economico, pieno di bellezze naturali e storiche, gente simpatica, belle ragazze, peccato solo che fumano e bevono come se non ci fosse un domani

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