Vagabonding around the World

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Il 18enne scotto norvegese

Lo chiamerò highlander questo ragazzo di solo 18anni, l’ultimo dei miei incontri pisani, uno dei  primi del nuovo anno.

Per metà scozzese (paese dove vive) e per metà norvegese, lavora all’aereoporto e viaggia spesso potendo usufruire di biglietti aerei a prezzi stracciati.

La fanatica fisica tedesca

S. è sicuramente la persona più inquietante che ho incontrato nel mio soggiorno pisano.

Arrivata nel dormitorio nel tardo pomeriggio del 1 gennaio, puzzolente come un tibetano che non si lava dalla fine dell’estate, ha lasciato la sua roba tanfante, senza docciarsi, per andare a cena chiedendo senza successo di accompagnarla a me o alla francese che dormiva sopra il suo letto.

La Psicologa Panamense

Il primo dei miei incontri pisani, lì dove un anno volge al termine e uno nuovo sta per cominciare, è S., una psicologa panamense di 35 anni.  Mi accoglie come receptionista all’ostello dove rimarrò una settimana, e mi racconta subito di come ha ripudiato il suo paese e il suo corporate job nelle risorse umane, per realizzare il suo sogno di venire a vivere in Italia.

L’homeless albanese

Questo albanese senza fissa dimora vagabonda per l’Italia da anni. Ha passato la prima notte dormendo sul divano, perché aveva prenotato il dormitorio femminile. La seconda nel letto sopra il mio e poi è andato via, spero perché ha incontrato chi gli offriva una stanza a lungo termine.

La coppia Argentina

John e Flo sono una coppia argentina che viene da Paranà, città al confine col Paraguay della torrida provincia di Entre Rios,

L’ingegnere Egiziano

Mohammed (stavolta il nome lo scrivo per intero perché tanto per gli arabi difficilmente scappi dalla diade Mohammed-Abdul) (anzi non solo metto il suo nome, pubblico la sua vera foto) (gli altri due sono la coppia argentina), è uno di quelli che può ringraziare i lockdowns, perché gli hanno permesso di scoprire la bellezza della vita nomade.

Lo Chef Uruguayano

T. (ho dimenticato anche il suo nome, ma una iniziale a caso va bene comunque) era davvero buena onda. Un buscavida come direbbero gli spagnoli. Di quelli che ha cominciato a lavorare da minorenne e senza mezzi, ma solo una gran voglia di vivere e conoscere il mondo, è arrivato in Europa.

La Rifugiata Ucraina

S. è originaria di Kharkiv, come Sacha e Dacha, la coppia che organizzava le gite nel mio yoga camp in Crimea, ma dallo scoppio della guerra vive in un hotel al Nurgburgring, grazie all’intercessione del proprietario olandese, che le ha offerto lavoro (sottopagato, ma almeno aiuta qualcuno che ha bisogno!) e la possibilità quindi di richiedere asilo politico.

The Matrix

Adesso vanno di moda i “Post muto”

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