15 anni di vita nomade in 106 nazioni. La guida spirituale dei travel blogger marziani

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Ko Phangan, mi casa, tu casa

ko phangan casa viciniFoto della mia casa a Ko Phangan, 7.000 baht al mese + elettricità. Ci sono anche due dei miei coinquilini: Big Gecko e Mr frog, entrambi amano stare in bagno e vengono fuori la sera, anche se Big Gecko l’ho visto anche in camera, cucina e sala… Insieme a loro condividono la casa con me diversi piccoli gecki e non poche zanzare e moscerini..d’altronde la natura è potente qui… Al solito se fai scorrere la gallery 3 volte, dovresti vedere un simpatico “easter egg” 🙂

2009: Ko Phangan, Centro America, Spagna

ko phangan house

La mia casetta a Ko Phangan

Il 2009 si è aperto con l’illuminazione durante il mio primo ritiro di meditazione: lasciare il lavoro alla cazzetta. Solo che quando il 4 gennaio ci fu la telefonata per comunicarlo ai miei capi, non feci in tempo a dirlo, prima che loro mi avvertissero che non mi avrebbero rinnovato il contratto che scadeva a metà marzo.

MEDITA-DIARIO: 14. Il 10° e ultimo giorno

Meditate gente, meditate!

38) Il ritiro è finito e l’ultimo esercizio di consapevolezza che faccio prima della foto di rito finale è osservarmi mentre lacrime di gioia sgorgano dai miei occhi. Normalmente tendo a compiacermi della mia capacità di commuovermi, ma stavolta mi limito a osservare le sensazioni che provo.

MEDITA-DIARIO: 13. Il 9° giorno

35) Sono le 3.30 del mattino. Mi scappa da pisciare da un po’. Fuori piove forte. Apro la finestra del bungalow e piscio fuori. Torno a letto.

MEDITA-DIARIO: 12. L’8° giorno, 2a parte: gli assistenti

Yoda di alcuni jedi apprendisti contento non è

33) Pomeriggio ho ricevuto la seconda nota disciplinare, non a caso dallo stesso assistente dell’altra volta. In entrambi i casi il richiamo mi è parso affrettato: nel primo caso stavo semplicemente facendo stretching e sono stato richiamato perchè ero sdraiato. Oggi sono stato richiamato perchè non avevo ancora lasciato l’aula dopo la meditazione, anche se era evidente che mi stavo incamminando verso l’uscita.

MEDITA-DIARIO: 10. Il 7° giorno

Milarepa

27) Si avvicina la fine, e con essa il pensiero delle cose che devo fronteggiare una volta fuori si fa più forte, però meno del solito: analizzo lo stato mentale e noto che la preoccupazione è un rigonfiamento del cervello dietro le tempie, a volte anche un respiro che si fa più affannoso. Osservo le reazioni sul mio corpo ed evito di nutrirle. In questo modo si depotenziano e non si attaccano nel profondo.

MEDITA-DIARIO: 9. Il 6° giorno

Rumi

24) Ho visto le zanzare pungermi e ho aspettato prima di scacciarle. L’avversione nei loro confronti è ancora profonda, ma faccio sensibili progressi.

MEDITA-DIARIO: 8. Il 5° giorno

Patanjali

20) Dopo abbondante pioggia notturna, finalmente un mattinata fresca, dove persino le zanzare sembrano essersi prese una pausa e smetterla ti ronzarti attorno ossessivamente anche se ti sei appena spruzzato il repellente. Ci sono, ma non sono così irrequiete come nei due giorni passati.

MEDITA-DIARIO: 7. Il 4° giorno

monaci buddisti in meditazione

18) Alle 13 ho la mia prima delle tre interviste con gli insegnanti per fare il punto su come sta andando il ritiro. Mi sono preparato domande sulla camminata in tre tempi, come essere compassionevoli con le zanzare e affrontare il caldo. Sulla camminata mi viene spiegato che

MEDITA-DIARIO: 2. fare pace col passato

Vista da Wat Khao Tham, il monastero dove ho fatto il ritiro

Sono arrivato a Ko Phangan due giorni prima dell’inizio del ritiro. Anche se la notte precedente l’ho spesa comunque nel monastero di Wat Khao Tham, preparandomi fisicamente e mentalmente a quello che mi aspettava, ho avuto abbastanza tempo per l’esperienza catartica che mi ero prefisso, rivivere le tante piccole cose quotidiane di mesi vissuti qui e testare l’effetto che mi facevano ad anni di distanza.

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